Anonymous Italia: le denunce non fermeranno la lotta in difesa della rete

feb 28, 12 Anonymous Italia: le denunce non fermeranno la lotta in difesa della rete

Nota: tutti i testi “Anonymous” sotto riportati sono Integrali e Senza censura alcuna.

La rivoluzione è iniziata e parte dal web. Erroneamente definiti hacker, il gruppo che si identifica sotto il nome di Anonymous, e dietro la maschera di Guy Fawkes, ha gia attaccato i siti di Cia, Fbi e del ministero della Difesa siriano. Il loro scopo è quello di creare “la prima coscienza cosmica basata su Internet”, la sede che hanno fatto propria è il Mondo, essendo Anonymous un’entità presente in diversi Stati.

In Italia si presentano così, con un post chiarissimo e diretto: «Salve cittadini Italiani, Anonymous ha deciso di fare vera rivoluzione, e pensa che attualmente agire su internet serva a ben poco, ma agire da internet serva a molto. Quindi, chiediamo l’aiuto a voi, popolo di internet, di darci una mano a diffondere questo messaggio: Cari cittadini Italiani, il livello di collusione fra mafia e stato è troppo alto, le forze dell’ordine, da protettori della giustizia, sono diventati protettori dei grandi guadagni speculativi, ribellatevi contro questo governo elitarista e violento dove non c’è democrazia, e dove il politico governa pensando ai propri interessi, indifferente a quelli dei cittadini! Anonymous, vuole informare i cittadini italiani che è arrivato il momento di scendere in piazza. L’aiuto di ognuno di voi sarebbe determinante per questo paese. Spargete voce, condividete ed informatevi! Basterebbe molto poco: organizzate un gruppo di amici, anche di poche persone, create dei cartelloni, distribuite volantini e mettetevi in piazza ad invitare gente ad unirsi a voi. Ci vuole solo una piccola scintilla che lascia partire la fiamma, serve solo una piccola parte di ognuno di noi, il resto sarà storia. Anonymous è sempre con il popolo. Noi non perdoniamo. Noi non dimentichiamo. Noi vinceremo con il popolo. Aspettateci».

Ed è così che il gruppo ha deciso di attaccare la politica italiana, a partire dal sito di Maurizio Paniz, parlamentare PDL e Legale di Silvio Berlusconi. Sulla home del suddetto sito appariva la scritta «Salve Maurizio Paniz, piacere di conoscerla. We are Anonymous», e possiamo ben immaginare che l’attacco al sito di Paniz sia una reazione dovuta all’oscuramento del sito Vojont.info disposta dal gip di Belluno su richiesta proprio di Paniz. Sempre sulla home del sito, si legge una massima su due deputati del PDL: «Se la mafia fosse una montagna Scillipoti e Paniz sarebbero due guide alpine», accusano gli Anonymous. Inoltre, non contenti, gli Anonymous Italia spiegano: «Siamo alle prove generali per l’affermazione di un pensiero unico in Italia. Il diritto degli “Scilipoti e Paniz” viene tenuto in considerazione sopra al diritto di migliaia di utenti».

Successivamente sono stati attaccati i siti di Paola Binetti e Lorenzo Ria, deputati UDC, e quello dell’europarlamentare Barbara Matera. Questa volta il messaggio è chiaro, viene accusata l’intera classe politica con un eloquente FPF (Fuck Politicians February). Gli Anonymous scrivono: «FPF è il nostro modo per dirvi che ci avete rotto. Mentre il paese va a rotoli a discapito delle classi più svantaggiate voi continuate a perdere ottime occasioni per tacere, per smetterla di rubare e per piantarla di farvi sempre e soltanto gli affari vostri. Guardando la vicenda Lusi ci chiediamo veramente se non siete tutti uguali. Come potevano Rutelli/Bersani & Co non sapere nulla? Come fanno 13 milioni di soldi nostri a sparire senza che nessuno se ne accorga? Vogliamo delle risposte, e le vogliamo subito. Vogliamo che qualcuno paghi. Vogliamo che sia cambiata questa porcata di legge elettorale. Vogliamo che siano aboliti (come il popolo italiano aveva già deciso nel 1993) tutti i finanziamenti ai partiti. Vogliamo un parlamento pulito. No condannati. No pregiudicati. No puttane, nani, ballerini e mafiosi. Vogliamo che il popolo inizi a contare davvero. Perchè tutte le firme che raccogliamo vengono tirate nel cesso? I politici, nostri dipendenti non dovrebbero impegnarsi affinchè la nostra voce sia sentita?! A quanto pare no, anzi non perdete occasione per chiamarci “sfigati”, “mammoni” , “bamboccioni”. Vi siete chiesti come sarebbe stato il futuro dei vostri figli se avessero avuto un padre operaio al posto di un politico mafioso e corrotto? Probabilmente no. Da oggi per tutto il mese sarà FPF e ne vedrete delle belle. Con noi o contro di noi. Uniti come 1, divisi da 0. We are anonymous. We do not forgive. We do not forget. Expect us. Che il Fuck Politicians February abbia inizio :>». Per chiudere in bellezza, non manca un attacco diretto alla deputata UDC: «Paola, salutaci gli amici dell’Opus Dei».

È la volta poi del sito di Miss Padania, dove si accusa: «La Padania è una invenzione di Marketing di Miglio prima e di Boss(ol)i poi, l’Italia è un’annessione avvenuta con il sangue del sud e l’occupazione del Nord Est da parte di politici e imprenditori sabaudi con le pezze al culo (i predecessori di Tronchetti). Negare queste evidenti realta ha permesso la nascita della Lega che viene considerata da chi la vota il male minore, ma non ne rappresenta le identità culturali, storiche, economiche, ambientali, linguistiche. E negare questa realtà ha consentito la nascita del fascismo e nel dopoguerra il MSI e il suo ingresso nel Governo. Il risorgimento ci ha liberato dalle potenze straniere per trasformarci nella Portaerei Americana, lo Stato europeo con la più alta concentrazione di basi americane d’Europa. Le differenze tra i diversi popoli della Penisola sono un tabù così forte che dopo 150 anni non è ancora stato seriamente discusso. La Lega non rappresenta un piemontese, così come un emiliano o un trentino. Li accomuna tutti in un racconto di fantasia confutabile da qualunque studente di quinta elementare e radicalizza uno scontro tra due italie, il Nord e il Sud, su base economica, sugli “schei”. La Padania è una balla, il Piemonte, il Veneto, la Toscana sono invece reali, sono Stati non Regioni, così come lo sono la Sicilia e la Sardegna. Prima se ne prenderà atto, prima ci libereremo dalla Lega e metteremo le basi per una Nuova Italia, finalmente in pace con sè stessa».

Non manca poi il sito del Carcere di Torino, con un operazione chiamata “GreenRights”: «Cittadini del mondo, OperationGreenRights è decisa a testimoniare il suo sostegno alle popolazioni della val Susa che si battono contro la linea ad alta velocità. Un’opera molto costosa e non necessaria visto che il traforo del Frejus è sottoutilizzato e che non si prevedono incrementi dei traffici nei prossimi anni. Inoltre la Tav devasta le montagne, montagne che al loro interno contengono amianto ed uranio, che una volta polverizzati a causa dei lavori non possono certo giovare alla salute. Rileviamo infine che come gia per il tunnel del Mugello vi sono rischi di dissesti idrici e di inquinamento delle falde acquifere a causa delle citate polveri. Ancora una volta nel nome di uno sviluppo inutile e del bieco interesse economico si tenta di violentare la natura e le proteste legittime sono demonizzate dai media e dal governo. Noi di Anonymous, invece, uniamo oggi la nostra protesta a quella dei cittadini della val Susa e una volta di più ribadiamo ai potenti della terra: nessun vantaggio economico potrà mai essere barattato con la bellezza della natura incontaminata, nessun mirabolante “sviluppo” giustificherà mai le vostre immonde politiche schiave della fame di denaro!”».

Tocca infine al sito AGCOM, accusato di manipolare le notizie e la libertà nelle comunicazioni: «All’attenzione dei cittadini del mondo. Anonymous ha deciso di colpire ancora e lo fa attaccando il garante delle comunicazioni italiano (AGCOM). La libertà di avere internet libero è un diritto che nessuno deve ostacolare. L’Agcom vorrebbe istituire una procedura veloce e puramente amministrativa di rimozione di contenuti online considerati in violazione della legge sul diritto d’autore. L’Autorità potrebbe sia irrogare sanzioni pecuniarie molto ingenti a chi non eseguisse gli ordini di rimozione, sia ordinare agli Internet Service Provider di filtrare determinati siti web in modo da renderli irraggiungibili dall’Italia. Il tutto senza alcun coinvolgimento del sistema giudiziario, che dovrebbe essere un passo indispensabile. Questa normativa dovrebbe entrare in vigore tra pochi giorni. Per questo chiediamo l’aiuto di tutti in questa protesta che mina alle fondamenta il diritto di avere una rete libera ed imparziale».

Ultimamente i telegiornali hanno diffuso la notizia che la polizia postale era riuscita a bloccare l’intera comunità di Anonymous, i quali si sono disturbati di rispondere in fretta: «All’attenzione dei cittadini del mondo. La polizia postale italiana, nelle ore precedenti, ha compiuto perquisizioni e denunce nei confronti di alcuni membri di Anonymous. I media hanno diffuso la notizia che l’intera rete Anonymous italiana sia stata smantellata e che il capo di Anonymous Italia sia stato catturato. Anonymous nega quanto detto dai media e vorrebbe ricordare che non c’è nessun capo, non c’è nessuna struttura, e che tutti operano allo stesso livello. Niente è stato smantellato e la protesta continuerà più rumorosa che mai. Le persone arrestate non erano “pericolosi hacker” come definiti dai media, ma erano persone come tutti e sono state arrestate mentre protestavamo pacificamente per i nostri diritti. Gli Anonymous Italiani non sono caduti di fronte a questo vile tentativo di smantellare l’organizzazione e annunciano conseguenze per le azioni compiute dalle forze dell’ordine, che avranno obiettivi ancora da annunciare, per dimostrare che Anonymous è presente e combatte, come ha combattuto in passato e combatterà in futuro per la libertà della rete, in quanto ancora presenti. Anonymous lancia un appello verso tutti i cittadini di internet, e agli Anonymous internazionali per farsi sentire più forti che mai».

Un po’ come per dire che  il meglio deve ancora arrivare.


Articoli correlati

  • Le catene raggiungono il web

  • Certo non è una vera e propria novità, sempre più spesso oramai si sente parlare di censura, di copyright, di chiusura e di protesta. Ma quello che è successo ieri ha sconvolto...

    Leggi il resto

1 Comment

Lascia un commento