Orario FS 2011/2012: Il piatto è servito
E’ la fine del sistema ferroviario italiano?
Purtroppo le anticipazioni date nello scorso articolo si sono rivelate veritiere. Mercoledì 7 (a 4 giorni dall’entrata in vigore, un ritardo mai visto in Europa) è infatti stata caricata l’intera offerta di Trenitalia sia nazionale che regionale, confermando la valanga di tagli e “dubbie” new entry che erano state paventate negli ultimi mesi.
Tutti i tagli che avevamo anticipato in questo post si sono verificati, ad eccetto del treno 1926/1927 Palermo C.le / Siracusa – Milano Centrale che non è stato propriamente tagliato, ma verrà effettuato solo per 4 giorni fino a giugno (praticamente solo nei periodi festivi), tra l’altro sembra solo in senso ascendente, e con un tempo di percorrenza gravitante attorno alle 22 ore. In poche parole, un pezzo di storia d’Italia che se ne va.
E’ stata confermata inoltre l’introduzione di ben 3 espressi notturni tra la Sicilia e Roma, moncherini di quelli che erano i collegamenti per Milano, Venezia e Torino, treni che poi da Roma avranno coincidenza con treni Eurostar per le stesse destinazioni (usufruendo, magra consolazione, della tariffa integrata “Notte + AV” che permette quantomeno di viaggiare allo stesso prezzo dell’attuale tariffa base anziché spendere oltre il 40% in più). Un’introduzione che però lascia perplessi: si tratta di tre relazioni che non avranno fermate intermedie in Calabria, e viene difficile capire come si possa riempire (e quindi ripagare) questi treni. E’ divenuto anche un pò più macchinoso prenotare un viaggio su questi treni tramite una flebile mossa. Provate a ricercare, sul sito www.trenitalia.it, un viaggio Palermo Centrale – Roma Termini per una data successiva all’11 Dicembre. Cliccando su Conferma, mentre prima si veniva direttamente indirizzati alla pagina con tutti i collegamenti, ora si viene spediti sul nuovo sito Le Frecce, sito costruito appositamente per facilitare la prenotazione sui treni Freccia. Sito che permette la prenotazione su treni Intercity ma non sugli Espressi, neanche con tariffa cumulativa Notte + AV. Bisognerà invece andare sul sito www.fsitaliane.it per poter prenotare anche il resto dell’offerta a lunga percorrenza, ma sul sito Le Frecce nessuna menzione a riguardo è stata per ora inserita.
Un’ulteriore mossa da parte di FS per cercare di costringere il viaggiatore a prendere i treni che dice lei, una chiave di lettura che vale come per i due casi finora esplicati anche per la direttrice adriatica: tutti i treni Intercity che finora la percorrevano (i vari Milano – Crotone, Lecce – Torino, Lecce – Bolzano, Bari – Venezia, Bari – Milano ecc) non andranno oltre Bologna. Infatti, dal capoluogo felsineo, per proseguire sulle altre destinazioni si sarà costretti a prendere necessariamente un altro treno (simulando una prenotazione sulla tratta Bari – Milano noterete come da Bologna venga sempre proposta la soluzione via AV, ovviamente molto più costosa). Gli unici treni che, dalla dorsale Adriatica, varcheranno il segnale di partenza di Bologna Centrale saranno gli Eurostar City, da domani Frecciabianca. Treni dei quali abbiamo già parlato altre volte: niente di più che Intercity con nuovi interni (leggasi sedute scomode e spesso impianti pneumatici e di climatizzazione non funzionanti), ma con costo decisamente più alto. Ma d’altro canto, rappresenteranno l’unico collegamento diretto tra la Puglia e il Nord Italia, oltre che con tempi di percorrenza decisamente più umani rispetto a quelli degli Intercity. Intercity dei quali merita una particolare menzione il 615/618, attualmente Milano – Crotone e da domenica Bologna – Taranto. Da Taranto a Crotone il servizio verrà garantito da un autobus, LP615, che partendo alle 21.30 dalla città Jonica giungerà a Crotone all’1.55. Praticamente 2 ore dopo rispetto all’attuale collegamento ferroviario, non permettendo inoltre la salita dei viaggiatori nelle fermate intermedie. In senso inverso partirà alle 5.00 da Crotone (un’ora prima rispetto all’attuale IC 618), fornendo un servizio di cui, francamente, non se ne sente manco il bisogno.
La mancanza di questo treno, unita alla totale soppressione (divenuta prevedibile da quando tale treno è stato allungato da Crotone a Reggio Calabria) dell’ICN782/787 Milano C.le – Reggio Calabria C.le e allo spezzamento a Sibari del Regionale 3811/3816 Catanzaro Lido – Taranto, rende così molto difficili i collegamenti Calabria – Puglia. La criticità la si trova tra Metaponto e Taranto, dove restano solo 3 coppie di regionali e due di Intercity, un “taglio” (anche se sembra riduttivo parlare solo di taglio) giustificato dall’avvio di importanti lavori sulla tratta, da tempo interessata da un improbabile progetto di raddoppio.
Un uguale numero di treni circolerà sulla Barletta – Spinazzola, linea che collega l’entroterra murgiano con Barletta e la direttrice adriatica (quindi Bari), andando così a dare un duro colpo al movimento turistico della zona ed a lavoratori e studenti. E’ andata però peggio alla sua afferente Gioia del Colle – Spinazzola – Rocchetta Sant’Antonio, rimasta senza più treni (se non le tracce orarie per i merci diretti a Melfi e Casal Sabini, quest’ultima stazione di origine del raccordo per la Ferrosud), destino condiviso con la Fabriano – Pergola e la spettacolare Sulmona – Carpinone, già privata l’anno scorso dei treni nella tratta Carpinone – Castel di Sangro e, da domenica, completamente sospesa all’esercizio. Una chiusura, quella della Sulmona – Carpinone, che ha davvero del vergognoso: senza contare l’immenso potenziale dal punto di vista turistico (è considerata, a ragione, una delle più belle e ardite linee ferroviarie in Europa), sono da ricordare i collegamenti Pescara – Napoli, molto sfruttati dai pendolari, oltre che ai servizi intermedi nella zona appenninica, dove specie in inverno le strade diventano pressoché impraticabili, rendendo così il treno un mezzo indispensabile per la mobilità. Uno spiraglio di salvezza viene dalla Ferrovia Sangritana, azienda ferroviaria regionale abruzzese, ma è ancora tanto, troppo presto per parlarne.
Anche in altre regioni (Piemonte, Veneto, Liguria, Lazio, giusto per citarne alcune) la situazione del trasporto regionale non è delle migliori. In Umbria, oltretutto, rischia un serio ridimensionamento la Ferrovia Centrale Umbra, entrata da un anno circa nel carrozzone Umbria Mobilità (che raggruppa tutte le società di trasporto umbre) e ora appunto a rischio taglio a causa dell’enorme buco finanziario dell’azienda. Azienda che ha in gestione anche il Minimetrò di Perugia, passato alla storia per i suoi enormi costi di gestione che, ormai, l’APM (Azienda Perugina Mobilità, municipalizzata) e quindi il Comune non riusciva a sostenere. Resta perciò plausibile il fatto che si voglia tagliare sulla FCU –oltre che su numerose altre linee di TPL – per salvare, un’altra volta, il minimetrò. L’unica a cavarsela bene, per adesso, è la Lombardia, con il progressivo perfezionamento del servizio regionale e suburbano (aggiunta una linea suburbana, la S13, da Milano Bovisa a Pavia), che nonostante i non trascurabili disagi che quotidianamente si verificano, si conferma come regione, assieme al Trentino, più avanzata in Italia sotto il profilo del sistema ferroviario regionale.
Come al solito, il gruppo FS giustifica questa pioggia di soppressioni con la mancanza di fondi (134 milioni di euro) da parte dello stato, ma sembrano tutte affermazioni di un cane che si morde la coda. Come abbiamo già detto nel precedente articolo, vi sono svariati collegamenti Frecciarossa che viaggiano regolarmente con indici di riempimento davvero da far cadere le braccia (si parla del 5-15%), e col nuovo orario la situazione non sembra migliorata. E la iperpubblicizzata trasformazione a 4 classi dei Frecciarossa non sembra per nulla la metodologia giusta per tornare ad attrarre la propria clientela, specie con i fantasmagorici prezzi che tale nuova impostazione propone, spingendo così la clientela lontano dai “nuovi” Frecciarossa (per la gioia di NTV e compagnie aeree). Siamo sicuri che, eliminando qualche collegamento ben poco utile e non spendendo cifre assurde per questo abominevole revamping dei Frecciarossa, non si riescano a recuperare quei 134 milioni di euro?
Nel frattempo, come molti avranno potuto apprendere, tale scellerata valanga di tagli ha di riflesso provocato una grossa vertenza per i lavoratori della Wagon Lits, per intenderci i celebri “cuccettisti” che scortano da anni i treni notturni su e giù per l’Italia, che giustamente da domenica non avranno praticamente più lavoro, neanche sul nuovo collegamento notturno Thello (viva la coerenza) Venezia – Parigi, realizzato in partnership tra Trenitalia e la francese Veolia Transdev, nel quale il personale di scorta sarà francese, alla faccia di quegli oltre 800 lavoratori che non conoscono più il loro futuro da qui a pochi giorni. E tanto per cambiare, il dialogo non c’è. Trenitalia non si presenta alle riunioni, oppure si presenta e se ne và, con quel senso di onnipotenza che si spera vada scomparendo presto, assieme a una buona fetta del pool dirigenziale che ne decide (male, molto male) le sorti.
E fa sorridere poi quando si va sul sito internet FS e ci si trova davanti il banner dedicato ai 150 anni: “Da sempre uniamo il Paese”.
Care Ferrovie dello Stato, da domenica non più.
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