Tav – Passera: i lavori in Val di Susa andranno avanti

feb 29, 12 Tav – Passera: i lavori in Val di Susa andranno avanti
Il gravissimo incidente di lunedì capitato al manifestante contro il treno ad alta velocità per il tratto Torino-Lione non ferma i lavori ne tantomeno smorza o scoraggia gli animi dei manifestanti. Gli episodi di questi ultimi mesi nel territorio piemontese sono l’espressione di massima contrarietà di realizzazione dell’opera. Certo se da  un lato si chiede modernità, questa linea ferroviaria se realizzata con i giusti criteri e rispettando gli standard potrebbe essere un primo passo. Bisogna tenere conto delle ragioni dei manifestanti che non sono certo futili, preservare il territorio in quanto interesse diffuso e il diritto di proprietà sui terreni espropriati non è di minore rilevanza. Passera, il ministro allo sviluppo economico e alle infrastrutture, sottolinea come la realizzazione della struttura sia una priorità della comunità europea,frutto di un trattato italo-francese avallato dai rispettivi parlamenti.  Il progetto ha trovato una maggiore fissazione finanziaria proprio grazie alla “fasizzazione” che slitta ad oltre il 2030 la realizzazione di tutte le opere non strettamente necessarie. Grazie alla collaborazione con il governo francese il costo dell’opera è sceso da 10.5 miliardi di euro a 8.2. Sui gravissimi episodi che si stanno succedendo in questi giorni il ministro Passera non è intervenuto, ma non è facile capire come da quanto dichiarato sia contrario ad una prosecuzione delle contestazione e all’inizio immediato dei lavori.
Anche in questo caso si nota una preoccupante assenza della politica, incapace di prendere una posizione. Mentre il Partito Democratico non cerca soluzioni concrete ma invita soltanto al dialogo civile, cose che le parti sicuramente si auspicano, la posizione più netta è quella del leader Udc Pier Ferdinando Casini, che appoggiando completamente le parole di Passera, chiede l’inizio dei lavori verso una necessaria opera di ammodernamento del nostro paese.
Il via libera alla costruzione è arrivato a gennaio. Si dovrebbe realizzare in un primo momento il tunnel di 57 km che collega le stazione internazionali di Jean de Maurienne e Susa, in più 1,5 km di collegamento tra Susa e Bussoleno. In primavera le operazioni di scavo del tunnel di Chimonte, è proprio questo il nodo della protesta, con questo scavo infatti serve a snodare i terreni proprio come accaduto in Francia. L’imbocco del cuniculo dovrebbe essere realizzato proprio sui terreni che attualmente sono occupati dai manifestanti.

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