Caso Lusi: scompaiono 13 milioni di euro, nessuno se ne accorge.
Il caso Lusi sembra non avere fine. Il passo da fare adesso è capire se nella vicenda erano coinvolte anche altre persone e capire la relazione tra esse e la vacanza monetaria. Che fine hanno fatto tutti quei soldi ( 13 milioni di euro) e come mai la scomparsa è stata solo scoperta in questi giorni?
Nella giornata di ieri è stato sentito Arturo Parisi in qualità di persona informata sui fatti.
Terminato il colloquio con i pm e il procuratore aggiunto, egli stesso ha dichiarato « nel corso dell’assemblea della Margherita ho chiesto un approfondimento del bilancio perchè c’erano voci opache e ampie. Non votai il bilancio preventivo e l’assemblea fu sospesa finchè non si decise la formazione di un organismo che approfondisse successivamente. Ma questo organismo non si è mai riunito». Procedono intanto le ricostruzioni sui fatti: i soldi che attualmente mancano sono trasferiti nella sfera patrimoniale di Lusi grazi a dei bonifici bancari. Ma i fatti imputati non sono solo questi: da altre indagini condotte sono emersi nuovi “buchi neri” ed è possibile per tanto che i fondi mancanti siano altri. Il pm Pesci e il procuratore aggiunto Capesci, per questa prima trance di indagini, si stanno domandando se oltre a Lusi ci siano altre persone che fossero a conoscenza degli spostamenti finanziari. Il parlamentare dichiara di aver agito in totale indipendenza e all’oscuro di tutti. Resta comunque difficile da credere tale posizione dato l’ammontare economico elevato. La cifra incassata sotto forma di rimborso elettorale apre dal punto di vista politico etico diversi spunti di riflessione. Il più ovvio è quello che riguarda il finanziamento pubblico dei partiti. Se è necessario un finanziamento per garantire l’equa campagna elettorale per una libera scelta, non di meno andrebbero ridotte le spese della stessa o comunque bisognerebbe trovare metodi di finanziamento alternativi che non gravino ulteriormente sulle spalle dei contribuenti.
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