SuperMario salvaci tu
Mario, mio caro Mario,
forse è proprio vero che il posto fisso è noioso. Me lo dice il mio contratto di stage semestrale a 500 euro mensili, per carità non me ne lamento non avendo (o non potendo avere) altro tra le mani. Non è per nulla noioso, e per molti aspetti. Il lavoro comunque è interessante, ed oltre a ciò c’è l’iperattività della materia grigia nel pensare a cosa fare dopo quei 6 mesi, nello sperare che tutto lo sgobbamento sia servito a qualcosa, oppure il conoscere sempre gente nuova non tanto a lavoro quanto in quelle 13 e passa ore di treno a scendere e salire, una volta al mese. Da Milano a Crotone, una sessantina/settantina di euro a viaggio, un bagaglio che scende vuoto e sale pieno. Perchè noi meridionali, quelli che secondo Borghezio si annoiano, si stuffano, a spalare la neve, saremo anche poco bravi con la pala, ma a fare bagagli costituiti unitamente da cibarie varie non ci batte nessuno. Credo..
Caro Mario, mettiamoci anche cara Elsa, in fondo questo mercato del lavoro sembra pensarla come voi. L’altro giorno Bluferries (il comparto marittimo delle Ferrovie dello Stato, che forse neanche ricordate più cosa siano) si è messa a cercare personale per le sue navi dello Stretto di Messina. Un lavoro in ferrovia, vicino casa, per me che oltretutto sono anche un diplomato nautico. Cosa c’è di meglio? Nulla, se non fosse che anche per ruoli decisamente dissacranti come il mozzo tale Bluferries richiede almeno 2 anni di esperienza, che ovviamente un neodiplomato -a meno che non sia figlio del mago Foster della situazione- non credo possa possedere. O le Ferrovie della Calabria, che in carenza di personale nell’impianto di Catanzaro anzichè dare possibilità di lavoro ai giovani della zona hanno ben deciso di indire concorsi interni e “riqualificare” il personale già assunto. Tra cui anche alcuni over 65, a quanto si è letto in giro.
Mi viene in mente anche Sara, che l’anno scorso se n’è uscita dalla facoltà di Architettura con 98 ed oggi lavora in una profumeria in un centro commerciale a pochi metri dal mare Jonio, sempre qui dove la gente non ha voglia di lavorare. Il bello è che una grossa azienda aveva tirato fuori, circa una cinquina di mesi fa, un bando di concorso per cercare giovani architetti da prendere e formare. L’ideale per lei che, nel tempo libero, sul primo pezzo di carta che trova disegna qualche strana costruzione, magari anche roba interessante. Inutile dire che, cari Mario ed Elsa, Sara è stata mandata a casa per far posto ad altre persone che, pur essendo uscite con votazione di minore riguardo (e non sempre laurea in architettura, anche due laureati in lettere…che poi se anche lì usano il CAD non lo so), sono passate a lavorare per questa grande azienda. E’ solo un caso che avessero cognomi pressochè identici a quelli dei principali -o a loro parenti- di questa azienda. Ufficialmente, anche lei, non aveveva l’esperienza adatta.
E allora perchè siamo qui, caro Mario, cara Elsa e facciamo anche caro Corrado, a parlare di articolo 18, di spread, di “credibilità“? Uno stato in cui la formazione, l’istruzione sono valori secondari non so come si possa parlare di credibilità, anche perchè se c’è un livello così basso d’istruzione non so in quanti ne possano comprendere il significato, o se tale parola sia un sostantivo o un verbo. Per i giovani non ci può essere noia, dato che è una continua gara non a trovare un posto di lavoro, ma anche a semplicemente entrare nel mondo del lavoro, che ad oggi sembra davvero la cosa più difficile da metter su.
Me la regalate un pò della vostra noia? Nel frattempo mi consiglio con don Raffaè, mi spiega che penz’e bevimm o’cafè..






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